Via Ferrata "I MAGNIFICI 4"

“Questa via ferrata è dedicata ai 4 volontari del soccorso alpino , Alex, Diego Erwin e Luca morti in Val Lasties il 26 dicembre del 2009, che mettendo al primo posto la vita altrui hanno donato la propria.”

“Il progetto ha potuto essere realizzato per la preziosa collaborazione dell’amico Mauro Giovanazzi, guida alpina, e l’aiuto di Gianni Ghetta, Luigi Zulian e Maurizio Davarda.
Si ringraziano: il Servizio Foreste della P.A. Di Trento nella persona dell’ispettore capo resp. di zona Graziano Riz,
Il Comune di Pozza di Fassa, L’A.S.U.C Pozza di Fassa, Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Pozza di Fassa,
L’Istituto Culturale Ladino di Vigo di Fassa, Provincia Autonoma di Trento servizio turismo”

LA STORIA:
La via ferrata è nata sul progetto di ripristino di un sentiero attrezzato utilizzato nella grande guerra come seconda linea e punto di avvistamento verso le creste del Malinvern, passo delle Selle e l’intera cresta del Costabella fino alla fortezza del Col Umbert. Lungo il tracciato della via ferrata sono stati rinvenuti resti di catene, chiodi e vecchie tavole in legno utilizzati per attrezzare il sentiero stesso.

Ripercorrendo il sentiero, che per sua natura e scopo originario, offre panorami ampi e meravigliosi pur rimanendo nascosto ai lati dei maestosi Maerins, è stato riportato alla luce il percorso che dalla Valle S. Nicolò ci porta in cima al Buffaure. L’amore per la montagna e il forte senso di appartenenza alla nostra terra ci ha spinto a recuperare e portare alla luce questo pezzo della nostra storia.

Stefano Zulian con Herman e Emil

Percorso stradale:
Dal paese di pozza di fassa salire per la valle S.Nicolò fino alla Malga Crocifisso, seguire la strada a sx dopo 500 mt si trova un piccolo ponte sul Rio S. Nicolò.

Avvicinamento:
Prendere il sentiero forestale che segue per 200 m. il torrente S. Nicolò fino all’incrocio del sentiero per Buffaure a dx.
Salirlo per 4 tornanti (circa 15 min.) per poi puntare alla base della grande spaccatura della parete. (20 min.).
Arrivati all’attacco (1550 m.) è il caso di prendere fiato indossare l’imbracatura, il casco e di guardare la splendida vista sulla cima Dodici siete in un anfiteatro naturale spettacolare, panorama che oltretutto accompagnerà quasi costantemente durante la prima parte della salita.

i magnifici 4

LA FERRATA:
I primi trenta metri della ferrata sono estremamente verticali e tramite cavo, ma con pochissimi appoggi per i piedi, si supera la prima fessura ed un arioso camino che ci aiutano subito a capire di che pasta è fatta questa via e dà la possibilità, in caso di ripensamento di abbandonarla. Si prosegue tramite un esposto traverso a sx successivamente con un’alternanza di placche, diedri, piani inclinati si raggiunge il primo posto di riposo panoramico che domina la valle dei Monzoni. Da qui parte in verticale il tratto acrobatico strapiombante che con una traversata spettacolare molto aerea con l’ aiuto di un sistema di fune di appoggio (ponte doppio) fa raggiungere l’ estremita’ dell’ enorme fessura, dove piccoli appoggi da studiare permettono di risalire il tratto verticale (30 m.) che porta sulla grande cengia boschiva. Con sentiero di collegamento tra i primi due spezzoni di ferrata.(Possibilita’ di uscire a sx su sentiero che porta a Buffaure) .Terminata l’eventuale sosta si riparte subito per il sentiero (200 mt.) che porta al collegamento del grande traverso con un tratto verticale; ci si porta dentro due anfiteatri che sovrastano la val S.Nicolò (i resti di una baracca in legno della guerra evidenziano chiaramente il posto di guardia). Si prosegue fino a un tratto molto esposto che dà la sensazione di “volare” sopra la fantastica valle, mentre difronte la parete dei Maerins lascia a bocca aperta per colori e verticalità. Per sentiero attrezzato si superano poi una serie di cengie che portano nel grande camino formato dalla parete del Maerins. In particolare qualche decina di metri più su vi è una placca caratterizzata da una fessura che se non in possesso di tecniche di arrampicata viene superata facendo gran forza sul cavo cercando la massima aderenza con le suole delle scarpe. La parte superiore la definirei nel complesso leggermente meno impegnativa soprattutto per la presenza di 3-4 chiodi per appoggiare i piedi ed anche una maggiore presenza di appigli naturali che aiutano a dare sicurezza e stabilità ad una posizione spesso molto verticale ed esposta. Il secondo punto di sosta si trova a circa 100mt sopra.

ferrata val di fassa
ferrata pozza di fassa
via ferrata

Prima del termine della ferrata è il caso di fare una piccola pausa poiché, nonostante manchino solo questi 60mt, la verticalita’ li rende particolarmente impegnativi e la stanchezza nelle braccia può cominciare a farsi sentire. Ripresa la salita affrontiamo questo tratto finale con molta calma gustando il piacere di risalire finalmente una parete sì molto esposta ma con alcuni appigli per i piedi forse non visibili immediatamente ma che procedendo con cautela si trovano. E’ necessario però affrontare il tratto con l’ottica dell’arrampicata più che della ferrata!! E' possibile capire che mancano solo alcune decine di metri dalla fine della ferrata dalla presenza dei pini cimbri sulla vetta e dall’agenda con le firme di chi ci ha preceduto. Terminato il cavo, lo spettacolo dei prati di Buffaure e il panorama unico sul Catinaccio Rosengarten invitano a fare una sosta al rifugio Baita Cuz (2200 m.) a soli 100 metri.

DISCESA:
Le possibilita’ sono tre:
• sentiero per la val S. Nicolò che passa dietro i Maerins (Foscac) riporta direttamente verso la valle. Prima dei prati sotto un gigantesco pilastro giallo a dx seguire il sentiero per le palestre di roccia; si raggiunge il parcheggio dopo circa 1 h località Sauch.
• Piste da sci del Buffaure circa 1.45h
• Impianto agganciamento automatico che porta alla stazione a valle di Pozza di Fassa.

Nel complesso questa ferrata risulta di grado estremamente difficile soprattutto per il tratto acrobatico (molto aereo) all’ uscita della prima parte nella seconda parte le placche verticali con pochi chiodi per i piedi richiedono tecnica e, affrontandole e studiandole con calma, vi si possono trovare più appoggi naturali per i piedi di quanto non possa sembrare al primo impatto.

baita cuz

 

via ferrata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyright © by Fassa Computer Center - Dolomiti Network